venerdì 27 settembre 2013

Forza interiore

34 

 La forza interiore, l'etica e la giustizia sono le caratteristiche che rendono grande l'essere umano.

Armando Bruzzesi



lunedì 23 settembre 2013

Passioni

33

Il sapore delle passioni pure ci fa guardare le cose senza pensare ai risultati.

Armando re dei barboni
Si può essere un re anche su un vecchio divano


domenica 22 settembre 2013

Il Museo della Macchina da Scrivere conserva la mia vecchia Olivetti

Gli strumenti per scrivere non sono fondamentali per un poeta, a me basta un foglio di carta qualsiasi ed una matita vecchia, l'importante è scrivere. Come forse avrete già avuto occasione di capire osservando alcune riproduzioni degli originali che talvolta pubblico in queste pagine, quando mi faccio cogliere dall'estro creativo scrivo sul primo pezzo di carta che mi capita sottomano per fermare le idee ed, in seguito, rielaborarle un pochino quando lo ritengo necessario, ma capita che certe volte la prima stesura sia quella buona e poi serva solo trascrivere ciò che si è fatto. 
Da ormai più di 20 anni un mio caro amico mi aiuta a trascrivere le mie opere con l'ausilio del computer, anche per riordinare tutto e poi consegnare il lavoro salvato alla tipografia, ma anch'io come tutti gli scrittori ho usato una macchina da scrivere che circa 4 anni fa ho deciso di donare ad un museo molto particolare ed unico in Italia.
Umberto Di Donato è un ragioniere che ha capito l'importanza di raccogliere strumenti meccanici per la scrittura già tanti anni fa, addirittura nel 1959. All'inizio era una passione dettata forse da una forma di gratitudine verso degli apparecchi che utilizzava, come tantissime persone a quei tempi, per lavoro; col tempo la ricerca sistematica di pezzi rari diede vita ad una vera collezione, ora famosa nel mondo. Il Museo della Macchina da Scrivere nacque il 17 novembre del 2007, quando Umberto ritirò da un amico un negozio a tre luci in via Luigi Federico Menabrea, 10 a Milano ed iniziò ad esporre pubblicamente le sue amate macchine per la scrittura.

Umberto Di Donato s'affaccia all'ingresso del suo museo

Nel Museo della Macchina da Scrivere, tra tanti pezzi rari, ci sono gli strumenti utilizzati personalmente da personaggi importanti, come scrittori, giornalisti, parlamentari, professori ed anche la macchina da scrivere di un umile vagabondo, ovvero la mia vecchia Olivetti Et Compact 60, una macchina elettrica molto facile da usare ed abbastanza silenziosa.

La mia Olivetti Et Compact 60

Umberto ha raccolto negli anni più 1200 apparecchi per scrivere, non sono tutti esposti al museo perché manca lo spazio per farlo e molti  pezzi doppi vengono prestati per eventi o manifestazioni di vario tipo organizzate dal museo o da altri.  Per me è un onore ed un piacere vedere la mia Olivetti esposta, insieme ai miei libri, tra tante macchine che hanno contribuito a velocizzare la scrittura, divulgare tanti documenti e rendere più chiari i contenuti di quello che si ha da dire. 
Negli anni, in tanti hanno buttato in discarica quelli che, dopo l'avvento del computer erano considerati soltanto degli strumenti obsoleti, ma che adesso sono diventati rari e ricercati anche da altri musei pubblici che non hanno avuto la stessa lungimiranza di Di Donato.
Perfino il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano ha proposto di acquisire (a zero euro) la collezione personale di Umberto, ma lui pur avendo tante spese per questa sua passione ed offrendo a tutti i visitatori l'ingresso gratuito al suo museo, ha declinato una tale proposta e prosegue unicamente con le proprie forze economiche, coadiuvato da alcuni volontari che ricevono i visitatori, a tenere aperto uno spazio unico in Italia che di recente ha fornito 64 macchine da scrivere ad una produzione di raicinema che per titolo aveva nientemeno che: "Olivetti, la forza di un sogno". E' un po' triste che nemmeno la Olivetti abbia saputo conservare le macchine prodotte nei propri stabilimenti, ma così vanno le cose nel nostro paese, se non fosse per l'iniziativa privata di qualche individuo dalla mente sveglia, ben poco rimarrebbe nel tempo delle opere dell'ingegno italico.

Il Museo di Umberto Di Donato è un luogo molto interessante sul quale vorrei ritornare in futuro per raccontarvi meglio dei pezzi qui conservati ed esposti; per ora posso dirvi che tra le macchine da scrivere esposte troviamo la Odell del 1887; la Williams 1 Curved del 1891 della quale furono costruiti solo 1650 esemplari; la Blockenasderfer del 1895; la Mignon AEG del 1903; la Perkins Brille della fine del 1800 per non vedenti. Molte macchine commemorative, speciali, come un apparecchio per scrivere in codice braille, o altri strumenti usati per scrivere in diversi alfabeti come l'alfabeto ebraico, l'arabo, il cinese e il cirillico. Non mancano altre preziose curiosità come macchine da scrivere giocattolo, o calcolatrici meccaniche di inizio 1900, o apparecchi di vario tipo, come proiettori cinematografici, macinini da caffè e macchinette per la compilazione delle schedine della sisal.

Se avete intenzione di visitare il museo di via Menabrea 10, potete farlo nelle giornate di apertura: martedì, venerdì e sabato, dalle 15 alle 19. Oppure potete fissare un appuntamento telefonando ad Umberto Di Donato al seguente numero di telefonia mobile: 347.8845.560

Armando Bruzzesi 



venerdì 20 settembre 2013

Le Margherite di Guy De Jong

In preparazione del mio ultimo progetto editoriale, ho contattato l'artista Guy De Jong per realizzare l'immagine de "Le Margherite" che  utilizzeremo per illustrare la mia raccolta di liriche della quale vorrei ottenere una stampa di qualità, arricchendo i contenuti del libro con diverse fotografie ed illustrazioni. Guy è stato molto gentile, accogliendo con entusiasmo la mia richiesta e preparando in tempi record un piccolo quadro di prova che mi è piaciuto molto e dal quale penso di ricavare una riproduzione da inserire sulla copertina o nelle prime pagine, più in là vedremo come sarà la proposta grafica finale.

Guy De Jong a Gravedona (Co) con in mano il quadretto che ha studiato per il mio nuovo libro. WDM_photo 19.09.2013

Guy è un grande artista che ha vissuto immergendosi totalmente nel suo ruolo; ha studiato molto ed ha sempre affrontato ogni sfida incontrata nel corso della propria esistenza con grande serietà ed equilibrio, senza mai distogliere la propria attenzione dagli obiettivi che si era prefisso. Oggi, è un uomo soddisfatto delle proprie scelte e del proprio lavoro, prossimamente vorrei parlarvi un po' più ampiamente di lui e delle sue opere perché nella vita ho incontrato poche persone così capaci e determinate che possono essere un esempio da seguire per tanti giovani che non sanno come affrontare il loro futuro. Armando Bruzzesi


lunedì 16 settembre 2013

Atea è l'indifferenza

Percorrendo cammini nel tempo riconosci che
l'umanità oggi è ad un bivio: l'assurdo o il mistero?
L'assurdo porta alla disperazione, il mistero
come una scala invita a salire sul sublime
colle della speranza, ove la vita s'infiora, l'animo
tace, colto da improvviso stupore.
La scelta del mistero è la via che conduce alla
verità ed alla liberazione dai mille intrugli che
possono rendere dubbioso il cammino.
Duole, fa male, fa paura l'indifferenza.
E' la morte dell'anima, induce l'uomo a
chiudersi in se stesso, a guardare solo il suo
tornaconto senza cogliere la varietà della vita
e delle  varie sofferenze, incapace com'è
d'altruistici slanci nel diario dei giorni a venire.

L'assurdo mistero


re dei barboni 16.09.2013

mercoledì 11 settembre 2013

Amatemi perché ho bisogno di vivere


Non mi lasciate solo.
Ho bisogno di vivere
mi è cara la vostra compagnia.
Nelle temperie dei giorni
sono ben più ricco
di una foglia che cade.

L'autunno
anche nella silente pioggia
ha qualcosa da dirmi
con i suoi colori variopinti
nei frugali mondi
dell'essere.

Posare gli occhi
su un verde olivo
è giovane respiro
nell'abitacolo dei sospiri.
Spiragli di novità
lungo il cammino dei giorni
alimentano il mio credo.

Diamoci la mano fratelli
possiamo sorvolare
sulle umane miserie
possiamo confermarci
nella bontà del vivere
che è poesia
sovrumano abbraccio
con gli esseri tutti.

Armando re dei barboni


lunedì 9 settembre 2013

Anima libera

Mi chiamo Mattia, conosco Armando da diversi anni e di recente, quando posso, lo assisto nelle piccole incombenze quotidiane, come accompagnarlo dal dottore, andare a fare la spesa, e cose del genere. Non che Armando non riesca a fare queste cose da solo, ma a volte le priorità di un artista possono essere diverse da quelle delle persone pratiche che tendono ad occuparsi prima delle cose urgenti e poi di quelle realmente importanti. Non sbrigo queste faccende per Armando per una sua richiesta, ma lo faccio di mia iniziativa, perché mi piace essere utile ed aiutare i miei simili, io ho la vocazione del missionario laico, tenermi occupato in questo modo mi dà grande soddisfazione e mi fa sentire più vicino ai miei simili ed all'infinito inconoscibile.
Oggi, sono io che scrivo sulle pagine del blog del re dei barboni perché dopo essere stato assente da Pavia per otto mesi, ho sentito delle voci in giro che mi hanno preoccupato per il futuro del mio amico. Non si sa molto, ma temiamo che forse qualcuno per offrire, a suo giudizio, una maggiore tutela ad un uomo anziano che vive da solo, sta forse cercando di proporre ad Armando soluzioni poco adatte alla sua effettiva condizione ed al suo temperamento. A mio giudizio e anche per opinione di altre persone vicino ad Armando, Armando non va rinchiuso in nessun tipo di struttura, né deve essergli tolta la tutela sulla sua persona. Armando è lucido di mente, abbastanza sano da poter essere autonomo ed indipendente in ogni cosa; certo stiamo parlando di una persona di 84 anni che fa le cose normali con i suoi ritmi e sente il peso del tempo trascorso, come mediamente lo sentono tutti coloro che hanno avuto la fortuna di raggiungere questa età, ma non bisogna considerarlo invalido od incapace quando questa non è la sua condizione.
Armando non  ha molte necessità, per lui bastano poche cose semplici e, naturalmente, la libertà di potersi muovere a piacere e continuare a vivere come è abituato a fare, senza essere di peso per nessuno. 
Quest'uomo nella sua vita ha fatto delle scelte difficili per seguire la sua anima indipendente, è una persona estremamente generosa e sensibile, probabilmente ha trascurato certi aspetti e persone importanti che avrebbe dovuto tenere in maggior considerazione, ma ormai ciò che è fatto è fatto ed è grande per lui il dolore di non avere la comprensione e l'affetto di un figlio che non ha più voluto vederlo dopo che Armando lo abbandonò tanti anni fa. 

Mattia

Vi terrò aggiornati su quello che sta accadendo, se volete potete tenere d'occhio anche il canale di youtube dove troverete piccole clip che parlano del poeta e dell'uomo. Se avete ancora un minuto di tempo potete vedermi QUI mentre parlo di questo problema.
Per oggi ho concluso,  grazie per la Vostra attenzione. Mattia G.

domenica 8 settembre 2013

Il giardino del re di Marco Mariani

Quasi una quindicina d'anni fa, avevo conosciuto un ragazzo simpatico e di belle speranze che aveva anche una bella voce ed il sogno di approdare a Sanremo con una sua canzone. La canzone si intitolava: "Il giardino del re" ed era dedicata ad un clochard poeta di strada di Pavia ed io ero quel re. Non ho più saputo nulla di Marco, l'ho perso di vista, ma ho ritrovato un ritaglio di giornale che mi ricorda di lui. Io sono un po' disordinato, ma spesso cose che sembravano andate perdute riaffiorano improvvisamente nel vortice dei ricordi dimenticati. 
Caro Marco, ti ringrazio per aver pensato a me con la tua canzone che purtroppo non ho mai sentito, ma che certamente sarà stata molto bella. Spero di ritrovarti un giorno e di sapere che tu sei felice e che la vita ti ha riservato tante belle cose. Un caro saluto dal re dei barboni.


Sanremo 2000

Il Festival di Sanremo presentato da Fabio Fazio era quello della cinquantesima edizione, nel 2000. Marco Mariani aveva 24 anni, veniva da Albese con Cassano, una località tra Como e Erba, e svolgeva un'attività artigianale. Il giovane cantante all'epoca era accompagnato dalle chitarre  di don Luigi Piscitelli e Paolo Noseda. Al basso c'era Roberto Vesnaver, al sax Igor Mariani ed alla batteria Simone Barbieri. Il manager era Edo Contatore per l'agenzia Arcadia di Francesco Andreoli.


sabato 7 settembre 2013

La coerenza della fattucchiera

Grande stronzo
ti pare bello giocare
sulla pelle degli italiani?

Prolusione tu fai
di parole al vento.
Da potente fattucchiera
grazie al dio denaro
straparli
e continui a giocare
sulla pelle degli italiani
sui pensionati sugli emarginati
sei uno sciagurato
vergognati.

Dall'alto dei tuoi soldi
fatti con l'inganno
ti ergi a paladino
in difesa dei lavoratori.

Sei solo uno svergognato.
Non hai pudore alcuno
né riguardo verso chi suda
la giornata.

Sleale come sempre
prometti e prometti
e i poveri illusi
continuano a cascarci
come mele marce.

Poveri noi
dove andiamo?

Come hanno potuto
i vari Ruini
credere al tuo linguaggio
falso e ingannevole?

Repetita iuvant
ma in altri mondi
con altre credenziali
fedeli al clero al giusto
sei un giocoliere fantastico
ipocrita.
Tutto ti è stato permesso.
E tutti siamo colpevoli.
Da illusionista gradito
ai fascisti di ogni tempo
seppellisci memorie.
Rimane la bugia
eretta a sistema.
Gli sprovveduti i ladri
corrotti e corruttori
evasori e mafiosi
ti sono fedeli.
Questo è quel mondo
in cui peschi
senza ritegno alcuno.

Armando re dei barboni

lunedì 2 settembre 2013

Noi e loro

32 

Tutti quelli come noi siamo noi e tutti gli altri sono loro.
A.B. rdb
Sì, lo so, assomiglio a qualcuno del passato, sarà perché ho lo spirito rivoluzionario e non mi piacciono soprusi, ingiustizie e falsità.


Questi sono i primi 4 libri che ho fatto stampare in modo autonomo e distribuito personalmente tra il mio pubblico sulla strada. In tanti anni vissuti tra la gente ed in mezzo ai più poveri, frequentando asili notturni e mense ho conosciuto di tutto, dalla speranza e l'amore dei miei simili, alla disperazione e la solitudine, tra le difficoltà di tutti i giorni.
Da qualche anno ho la fortuna di vivere a Pavia in un piccolo appartamento assegnatomi dal Comune, grazie anche all'interessamento dei servizi sociali e di personaggi che non esito a definire illuminati. 
Vorrei continuare a restare in contatto con le persone che apprezzano la mia poesia, per questo, adesso che l'età e i primi acciacchi di salute non mi  rendono semplice la vita dell'artista da marciapiede ho questo mio blog, curato da un caro amico, col quale mi propongo di continuare a far conoscere la mia opera e raccogliere i fondi necessari a stampare 
una nuova raccolta di liriche, già pronta.
Se volete aiutarmi economicamente o prendere contatto con me per conoscermi meglio e scambiare due parole in amicizia, guardate tra le pagine di questo sito e troverete i dati necessari per effettuare un bonifico a mio nome, oppure 
i recapiti dove contattarmi.
Se volete parlarmi, richiedete il mio numero di telefono personale a WDM_photo, la persona che conserva parte del mio archivio privato, materiale iconografico che mi riguarda ed i miei libri da spedire a chi ne fa richiesta.
Stessa cosa, se volete venire a farmi visita a Pavia. 
Venite a conoscermi personalmente, sarete i benvenuti.

Grazie ancora a tutti per la vostra cortese attenzione e per seguirmi sempre con pazienza ed affetto su queste pagine. 
Attendo i vostri messaggi, le vostre chiamate e le vostre visite.
Saluti e tanta fortuna da Armando