mercoledì 8 agosto 2018

Lettera postuma


Ciao Giacomo,

Ti sorprenderà ricevere queste righe, purtroppo non ci vediamo da più di 30 anni, una vita.
Ti ho scritto gli auguri di Natale, prima ancora quelli di Pasqua e le felicitazioni per la tua unione con Manuela.
Perché ti scrivo codesta lettera? Ho ormai quasi 85 anni e non so quanto ancora camperò, potrei scrivere un poema per dirti dove e perché ho sbagliato, potrei incominciare a chiederti scusa, ma so che non capiresti, so che è opportuno usare con mio figlio un altro approccio.
Quando ti laureasti, io volevo essere presente. Quel giorno io arrivai a Plaesano troppo tardi e voi avevate lasciato il paese da poco tempo: il resto è una lunga storia, forse troppo lunga da raccontarti con una lettera.
Perché me ne sono andato?
Plaesano non mi piaceva, feci il possibile per convincere tua madre a trasferirci, tutti insieme, ma non ci fu nulla da fare.
Come ti ho scritto, credo che per lettera non ci si possa spiegare.
Tu mi domanderai: <Ma questo cosa vuole dopo tutti questi anni? Non si vergogna?>
Ti capisco perfettamente, credimi ti capisco. Io non ho alcun diritto, non ho nulla da pretendere, ma prima di morire desidero avere una possibilità, una possibilità che forse tu riterrai che io non meriti, ma che io ti chiedo, perché vorrei rivederti un'ultima volta. Ti chiedo solo questo, la possibilità d'incontrarti nel luogo dove vivi, o dove vuoi tu, concedimi la gentilezza di poterti rivedere almeno una volta.
So che non avrei dovuto farti chiamare dall'avvocato o da terze persone che ti hanno parlato nel modo sbagliato, mi sono stati riferiti i tuoi pensieri sul mio conto, sappi comunque che tua madre è stata l'unica donna che io abbia veramente amato.
Nella vita ho imparato a non dar giudizi sulle altre persone, ogni uomo fa le proprie scelte che possono anche essere non condivisibili, ma che vanno rispettate.
Poi, purtroppo, quando si sbaglia diventa difficile poter riparare ai propri errori.
Forse è così, ma io desidero sinceramente riparare ai danni che ho causato a te, nel corso della tua maturazione come uomo, so che ci sei rimasto molto male per tutto ciò che ho fatto, ma credimi se ti dico che non c'è stato un solo giorno che io non abbia pensato a te ed a quello che ti ho fatto.
Anche a te è capitato di di lasciare una donna, Lisa, e lo sappiamo entrambi che lei per questo soffrii moltissimo. Tutti possiamo sbagliare, nessuno è perfetto, questo lo sappiamo bene.
Io, come ripeto, ho commesso i miei errori, ma nonostante la lontananza ho sempre tenuto per voi un posto speciale nel mio cuore. Come puoi ben capire, certi pensieri continuano a tormentarmi, so che ti è difficile crederlo, ma è proprio così.
Tu sei mio figlio, desidero avere l'opportunità di vedere il tuo volto e di parlarti, ancora una volta.
Ora decidi tu. Con stima, tuo padre.

Note: Non sappiamo se questa lettera sia pervenuta al suo destinatario poiché non sono giunte risposte; la pubblichiamo per dare la possibilità all'interessato di leggerla e per far conoscere meglio l'animo di Armando.