martedì 19 novembre 2013
venerdì 15 novembre 2013
mercoledì 13 novembre 2013
Due immagini a confronto
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| Armando Bruzzesi, poeta 1989 |
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| Dominik Tatarka, scrittore 1968 |
Non è mia intenzione paragonare artisticamente, o porre Armando allo stesso livello culturale di uno dei più grandi scrittori cecoslovacchi del secolo scorso, desidero solo proporre due immagini simpatiche che possono denotare un temperamento combattivo ed una certa ironia di fondo in due personaggi che hanno avuto tante cose da dire e diversi problemi da affrontare e, probabilmente, anche qualcosa in comune.
Casualmente, tempo fa, curiosando tra i documenti di Armando, come spesso mi capita di fare per trovare nuovi elementi che possano mettere in luce nuovi episodi della sua vita, o qualche verso inedito da poter utilizzare in questo blog, o da conservare per una nuova raccolta di liriche, ho trovato una sua fotografia, credo scattata quasi una trentina di anni fa, o forse più, del re dei barboni in un atteggiamento un po' strano, ma divertente. Armando in questa fotografia era nudo non so bene in che stanza o in che edificio si trovasse (nemmeno lui seppe spiegare, quando lo interpellai per avere spiegazioni, su dove fosse durante quell'insolita esibizione), dalla presenza del rosario sul muro direi che potrebbe essersi trovato in un asilo notturno, oppure forse ospite dei suoi fratelli, se non in qualche dimora temporanea, ma questo, infondo è solo un dettaglio di poco conto. Il soggetto è illuminato dalla luce di un flash fotografico oppure di una lampada dalla luce intensa e mal orientata. Pur trattandosi di un'immagine non molto pulita, scattata da un fotografo anonimo, ho recuperato questo ritratto tagliando la parte inferiore dell'immagine dove si intravedeva parte del corpo in ombra, con il proposito di concentrare l'attenzione dell'osservatore sul volto e la mimica declamatoria tipica di Armando.
Da poco, ho conosciuto l'importanza dell'opera e l'integrità morale di uno scrittore slovacco, simbolo di un popolo in uno dei momenti più difficili della sua storia. Effettuando delle ricerche sul web è emersa una fotografia di Dominik Tatarka che subito ho ricollegato a quella di cui vi ho appena parlato.
Qui, lo scrittore dissidente ha i capelli scompigliati, si trova in un esterno, seminudo, la luce proviene dalla sua destra ed anche in questo caso il rapporto di contrasto contribuisce a conferire una certa drammaticità alla scena. Tatarka sembra inveire contro qualcuno con la stessa espressione del nostro poeta vagabondo, tra l'infuriato ed il divertito, agitando un pugno in tono minaccioso, anziché tenere la mano semiaperta, come per offrire più slancio alle proprie parole, come fa Armando. Questa forse è la differenza più sostanziale (oltre alla presenza del rosario ed all'uso del B/N anziché del colore) tra due ritratti molto simili che accostati tra loro acquisiscono ancora più forza espressiva.
Continuando le mie ricerche sul web, ho trovato un duplicato di un provino a contatto ed ho scoperto che in realtà, anche la fotografia di Tatarka è stata reinquadrata per ottenere il taglio che vi ho proposto. Questo fatto, rende il parallelismo tra le due immagini prese in considerazione ancor più stretto ed insolito e mi induce a ricercare altre opere dello scrittore slovacco per conoscere meglio i suoi scritti e la sua vita. wdm_photo.
Il formato originale della fotografia che ritrae D. Tatarka, detto Tak.
Si ringrazia www.webumenia.sk per le immagini qui riprodotte.
lunedì 11 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
Dopo l'intervento chirurgico sto meglio
Sono ancora ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia, sono qui esattamente da un mese, tutti mi trattano molto bene, prendendosi cura di me con dedizione e serietà. Sono stato operato per l'asportazione di un nodulo che verrà sottoposto ad analisi approfondite, le mie giornate sono un po' noiose, ma scorrono tranquillamente, passo il tempo leggendo e pensando alla mia vita, al mio futuro, a quello che ancora mi aspetta, con la speranza di poter portare avanti i miei progetti letterari ai quali tengo molto e mi danno la forza di andare avanti. Tra le tante difficoltà che ho dovuto affrontare, era piombata su di me questa nuova condizione di malattia indefinibile che mi ha molto preoccupato, ma che sento di poter sconfiggere. Adesso capisco perché negli ultimi tempi mi sentivo sempre debilitato, credevo si trattasse di un malessere psichico, di una forma subdola di depressione, invece il mio corpo ha espulso un malessere interno che covavo in me da anni, forse causato anche dal non aver avuto sufficientemente riguardo per me stesso e la mia persona. Ho avuto tanto amore per gli altri, ma ho finito per trascurare un po' troppo me stesso.
Sono ancora io o sono un'altra persona?
Non siete voi a guardare me,ma sono io a guardare voi!
Mi sento meglio
Insieme a Mattia
Ognuno di noi, nel corso della propria esistenza incontra molti dubbi alla ricerca della propria strada, io quando avevo circa 40 anni, l'età che ha adesso l'amico Mattia, o poco meno, cambiai tutto. Allora capii che non ero destinato ad una vita semplice, ho molto sofferto ma questa sofferenza è stata frutto di una mia libera scelta e mi ha aiutato ad affrontare meglio la mia controversa personalità e ad elaborare meglio i miei pensieri.
La poesia per me è una forma d'espressione sintetica e vera alla quale non ho più potuto rinunciare; non servono tante parole per capirsi, ma è necessario toccare le corde giuste, anche se talvolta occorre esprimersi più con la fantasia e le immagini che con dei concetti precisi.
Leggere è bello ed importante quanto scrivere
Soffro per non potermi muovere come vorrei, mi piace andare in giro per la città, scambiare due parole con tutti, fermarmi in un bar per mezz'ora e poi fare quattro passi in centro, so d'essere un po' irrequieto, però sono così, per me è difficile star troppo tempo fermo in un posto. Per fortuna la settimana prossima dovrei uscire da quest'ospedale.
Ringrazio gli amici che sono venuti a farmi visita, mi ha fatto piacere, anche se forse non ho pienamente dato questa impressione. Non mi piace essere di peso a nessuno, per questo tante volte accetto la solitudine come unica compagna.
La vita ed i suoi segni
Siamo tutti perennemente alla ricerca di qualcosa, i più fortunati sanno quello che cercano, gli altri brancolano nel vuoto e come degli insetti impazziti vagano avanti e indietro ripercorrendo sempre le stesse strade, incessantemente.
Mattia vorrebbe andare in Australia, non gli interessa tanto quello che troverà, cerca un futuro come tanti giovani, o meno giovani che hanno intenzione di vivere autonomamente una propria avventura esistenziale e sono pronti ad accettare quello che la vita destinerà per loro.
Essere artefici del proprio futuro o subirlo passivamente?
Si può improntare il proprio percorso in tante maniere, ma ciò che realmente determina il nostro cammino è l'imponderabile, l'imprevisto, la sorpresa qualcosa che non si può programmare in alcun modo. Ho la massima stima per le persone che si sentono padrone del proprio destino, per coloro che sanno da sempre ciò che faranno, è importante avere fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, avanzare nel mondo sapendo dove si vuole arrivare, ma agire in questo modo può anche precluderci tante bellissime possibilità e contatti casuali capaci d'arricchire il nostro spirito più che la nostra borsa. Trovare un equilibrio è fondamentale ed è quello che io auguro a tutti voi che mi seguite ed apprezzate le mie parole. L'avventura continua, domani saremo ancora insieme. Armando
sabato 2 novembre 2013
L'amore muove ogni cosa
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Considerazioni,
Fotografia
Pavia
Pavia PV, Italia
venerdì 1 novembre 2013
Utile a sapersi
mercoledì 30 ottobre 2013
In attesa della Festa dei Morti
Festa
dei Morti
Parlano
ancora
dai
silenziosi fondi
delle
loro tombe
i
morti ai vivi
meglio
sarebbe dire
ai
morenti i vivi.
Dicon
parole
che
non han corso
qui
sulla terra
beati
i poveri gli umili gli afflitti
chi
porta pace i perseguitati.
Beati
i puri i misericordiosi
e
quelli che hanno fame di giustizia vera.
Casto
e fecondo
è
il loro eloquio.
Spoglio
del nulla
che
l'imprigiona
dentro
ti
scava
pensieri
nuovi belli profondi
ahimé...
per un giorno...
Domani
il demone t'imprigiona
ancora
e t'incatena.
Armando Bruzzesi
lunedì 28 ottobre 2013
Forza tranquilla
36
La vera forza d'animo consiste anche nel saper aspettare senza
cedere all'irrequietezza.
Armando Bruzzesi
Armando Bruzzesi a Morazzone nel 1994
giovedì 24 ottobre 2013
Intervento chirurgico
Oggi, Armando è stato operato per l'asportazione di un nodulo. A breve, sapremo riferirvi delle condizioni di salute del poeta. Gli amici di Armando.
lunedì 21 ottobre 2013
Silenzio
A Milano nel 1990
Silenzio...
Una
parola misteriosa quasi magica.
Infiniti
significati sono nascosti
dietro
ad un silenzio
un
consenso un rifiuto
una
promessa per l'eternità.
Un
silenzio può dire
più
di mille parole
per
chi sa e vuole ascoltare.
Si
può far sognare con un
silenzio.
Ma
si può anche far morire.
E
noi col nostro silenzio
abbiamo
ucciso un amore.
Armando Bruzzesi
Poesia tratta dal volume: "Libertà e Amore"
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Poesia
Pavia
Milano, Italia
domenica 20 ottobre 2013
Senza confini
martedì 15 ottobre 2013
Visita ad Armando
Armando questa mattina dopo la broncoscopia
Gli amici di Armando hanno pensato di far cosa gradita a chi ha iniziato a conoscere il poeta online, o a distanza, preparando un piccolo reportage fotografico su una mattinata in ospedale e riferendo delle condizioni di salute di un uomo molto amato dai suoi lettori. In questi giorni di silenzio, sono arrivati molti auguri di pronta guarigione e tanti nuovi amici che stanno scoprendo le poesie del re dei barboni e lo hanno contattato sulle pagine del suo blog per un saluto e per una parola di conforto. Armando ringrazia tutti coloro che gli hanno scritto e vuol fare sapere che al più presto tornerà a casa per rimettersi a lavorare al suo ultimo progetto editoriale intitolato: "Le Margherite"
L'ingresso Forlanini del Policlinico S. Matteo a Pavia
Questa mattina verso le 10 siamo arrivati all'ingresso Forlanini del Policlinico S. Matteo, uno dei migliori ospedali d'Italia. Il personale infermieristico ci ha subito indicato la stanza di Armando, ma prima d'incontrarlo abbiamo dovuto attendere che egli venisse sottoposto ad un esame endoscopico.
Padiglione Forlanini
Armando è ricoverato al Padiglione Forlanini, presso il reparto di Pneumologia. Padiglione 1, piano secondo.
Servizio di Endoscopia Toracica e Bronchiale
L'esame è durato circa 30 minuti
Armando era sceso in reparto da solo, camminando sulle sue gambe, ma dopo l'anestesia si è spostato con l'aiuto di una sedia a rotelle e di un'infermiera molto gentile.
Sull'ascensore
Armando è stato riaccompagnato nella sua camera, la numero 14
La broncoscopia è un esame che consente di osservare direttamente le vie aeree, laringe, trachea e bronchi tramite una microcamera fissata all'estremità di un tubo flessibile composto di fibre ottiche.
Dopo l'esame non si possono ingerire né liquidi né solidi per un'ora.
Armando s'è comportato molto bene e l'effetto dell'anestesia non gli ha creato problemi.
Armando è in una bella stanza singola
C'è un po' di preoccupazione perché, per ora, i medici hanno escluso patologie contagiose, ma non hanno ancora dato una spiegazione precisa di che cosa abbia provocato la malattia del poeta.
Armando ci mostra un linfonodo molto ingrossato, accanto ce ne sono altri due di dimensioni meno evidenti.
Speriamo tutti che la malattia di Armando sia presto curabile
Salutiamo Armando per lasciarlo riposare, ma sappiamo che lui difficilmente resterà a letto senza fare niente.
Mattia si fermerà ancora qualche minuto con Armando
Presto, saranno disponibili gli esiti delle analisi e degli esami fatti da Armando, così sapremo esattamente che problemi ha il nostro caro amico. Sono state riscontrate delle macchie scure nei polmoni che in un primo tempo avevano fatto sospettare una patologia di tipo cronico emersa in un periodo di abbassamento delle difese immunitarie, ma questa ipotesi sembra da escludersi. Temiamo che ci possano essere problemi seri di salute, ma potrebbe anche trattarsi soltanto di un'infezione dovuta a motivi non precisati.
Armando ha condotto una vita molto difficile passando molto tempo al freddo per strada ed eccedendo in vari comportamenti poco salutari; personalmente sono abbastanza sorpreso che abbia superato indenne decenni di vita sregolata, malnutrizione e poca cura per se stesso. Il fatto che adesso finalmente abbia accettato di farsi ricoverare ed eventualmente di curarsi, lo considero come un serio tentativo di aggrapparsi alla vita in un momento particolarmente difficile ed importante per i suoi progetti artistici.
Dispiace che il figlio non approfitti di quest'occasione per riconciliarsi con suo padre e per favorire un ripensamento in questo senso divulghiamo queste notizie ed il numero di stanza di Armando, nella speranza che Giacomo Bruzzesi legga queste parole. Riteniamo che Armando potrebbe restare ricoverato per accertamenti sanitari fino al termine della settimana in corso.
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Pavia
Pavia PV, Italia
giovedì 10 ottobre 2013
Notizie sulla salute di Armando
Armando lo scorso 26 settembre in piazza del Duomo a Pavia con "Le Margherite" dipinte da Guy De Jong
Sono Mattia, un ex missionario, ho lavorato con i poveri, i bisognosi, i clochard, fondamentalmente passo la giornata pregando e rendendomi utile a chi necessita aiuto, soprattutto assistendo gli anziani. Conosco bene Armando il re dei barboni e posso dire che è una persona meravigliosa alla quale auguro una pronta guarigione, lo ricordo nella preghiera con San Pio da Pietralcina e San Giovanni Paolo II.
Ho trovato Armando piuttosto malato nel fisico, cammina a fatica, poi pare abbia in corso una patologia che potrebbe essere abbastanza seria. Ha dei noduli infiammati sotto la gola, ogni tanto ha dei dolori, ogni tanto sta meglio. Sono state fatte tutte le visite che dovevano essere fatte, ma il responso non è ancora del tutto chiaro pertanto Armando è stato ricoverato presso il Policlinico San Matteo di Pavia per analisi più approfondite. Mattia G.
Ho trovato Armando piuttosto malato nel fisico, cammina a fatica, poi pare abbia in corso una patologia che potrebbe essere abbastanza seria. Ha dei noduli infiammati sotto la gola, ogni tanto ha dei dolori, ogni tanto sta meglio. Sono state fatte tutte le visite che dovevano essere fatte, ma il responso non è ancora del tutto chiaro pertanto Armando è stato ricoverato presso il Policlinico San Matteo di Pavia per analisi più approfondite. Mattia G.
Mattia G. a casa di Armando il 26.09.13
Mattia e San Pio da Pietralcina
mercoledì 9 ottobre 2013
Ricovero in ospedale
Oggi Armando è stato ricoverato presso il Policlinico San Matteo di Pavia per accertamenti sulle sue condizioni di salute.
venerdì 27 settembre 2013
Forza interiore
34
La forza interiore, l'etica e la giustizia sono le
caratteristiche che rendono grande l'essere umano.
Armando Bruzzesi
lunedì 23 settembre 2013
domenica 22 settembre 2013
Il Museo della Macchina da Scrivere conserva la mia vecchia Olivetti
Gli strumenti per scrivere non sono fondamentali per un poeta, a me basta un foglio di carta qualsiasi ed una matita vecchia, l'importante è scrivere. Come forse avrete già avuto occasione di capire osservando alcune riproduzioni degli originali che talvolta pubblico in queste pagine, quando mi faccio cogliere dall'estro creativo scrivo sul primo pezzo di carta che mi capita sottomano per fermare le idee ed, in seguito, rielaborarle un pochino quando lo ritengo necessario, ma capita che certe volte la prima stesura sia quella buona e poi serva solo trascrivere ciò che si è fatto.
Da ormai più di 20 anni un mio caro amico mi aiuta a trascrivere le mie opere con l'ausilio del computer, anche per riordinare tutto e poi consegnare il lavoro salvato alla tipografia, ma anch'io come tutti gli scrittori ho usato una macchina da scrivere che circa 4 anni fa ho deciso di donare ad un museo molto particolare ed unico in Italia.
Umberto Di Donato è un ragioniere che ha capito l'importanza di raccogliere strumenti meccanici per la scrittura già tanti anni fa, addirittura nel 1959. All'inizio era una passione dettata forse da una forma di gratitudine verso degli apparecchi che utilizzava, come tantissime persone a quei tempi, per lavoro; col tempo la ricerca sistematica di pezzi rari diede vita ad una vera collezione, ora famosa nel mondo. Il Museo della Macchina da Scrivere nacque il 17 novembre del 2007, quando Umberto ritirò da un amico un negozio a tre luci in via Luigi Federico Menabrea, 10 a Milano ed iniziò ad esporre pubblicamente le sue amate macchine per la scrittura.
Umberto Di Donato s'affaccia all'ingresso del suo museo
Nel Museo della Macchina da Scrivere, tra tanti pezzi rari, ci sono gli strumenti utilizzati personalmente da personaggi importanti, come scrittori, giornalisti, parlamentari, professori ed anche la macchina da scrivere di un umile vagabondo, ovvero la mia vecchia Olivetti Et Compact 60, una macchina elettrica molto facile da usare ed abbastanza silenziosa.
La mia Olivetti Et Compact 60
Umberto ha raccolto negli anni più 1200 apparecchi per scrivere, non sono tutti esposti al museo perché manca lo spazio per farlo e molti pezzi doppi vengono prestati per eventi o manifestazioni di vario tipo organizzate dal museo o da altri. Per me è un onore ed un piacere vedere la mia Olivetti esposta, insieme ai miei libri, tra tante macchine che hanno contribuito a velocizzare la scrittura, divulgare tanti documenti e rendere più chiari i contenuti di quello che si ha da dire.
Negli anni, in tanti hanno buttato in discarica quelli che, dopo l'avvento del computer erano considerati soltanto degli strumenti obsoleti, ma che adesso sono diventati rari e ricercati anche da altri musei pubblici che non hanno avuto la stessa lungimiranza di Di Donato.
Perfino il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano ha proposto di acquisire (a zero euro) la collezione personale di Umberto, ma lui pur avendo tante spese per questa sua passione ed offrendo a tutti i visitatori l'ingresso gratuito al suo museo, ha declinato una tale proposta e prosegue unicamente con le proprie forze economiche, coadiuvato da alcuni volontari che ricevono i visitatori, a tenere aperto uno spazio unico in Italia che di recente ha fornito 64 macchine da scrivere ad una produzione di raicinema che per titolo aveva nientemeno che: "Olivetti, la forza di un sogno". E' un po' triste che nemmeno la Olivetti abbia saputo conservare le macchine prodotte nei propri stabilimenti, ma così vanno le cose nel nostro paese, se non fosse per l'iniziativa privata di qualche individuo dalla mente sveglia, ben poco rimarrebbe nel tempo delle opere dell'ingegno italico.
Il Museo di Umberto Di Donato è un luogo molto interessante sul quale vorrei ritornare in futuro per raccontarvi meglio dei pezzi qui conservati ed esposti; per ora posso dirvi che tra le macchine da scrivere esposte troviamo la Odell del 1887; la Williams 1 Curved del 1891 della quale furono costruiti solo 1650 esemplari; la Blockenasderfer del 1895; la Mignon AEG del 1903; la Perkins Brille della fine del 1800 per non vedenti. Molte macchine commemorative, speciali, come un apparecchio per scrivere in codice braille, o altri strumenti usati per scrivere in diversi alfabeti come l'alfabeto ebraico, l'arabo, il cinese e il cirillico. Non mancano altre preziose curiosità come macchine da scrivere giocattolo, o calcolatrici meccaniche di inizio 1900, o apparecchi di vario tipo, come proiettori cinematografici, macinini da caffè e macchinette per la compilazione delle schedine della sisal.
Se avete intenzione di visitare il museo di via Menabrea 10, potete farlo nelle giornate di apertura: martedì, venerdì e sabato, dalle 15 alle 19. Oppure potete fissare un appuntamento telefonando ad Umberto Di Donato al seguente numero di telefonia mobile: 347.8845.560
Se avete intenzione di visitare il museo di via Menabrea 10, potete farlo nelle giornate di apertura: martedì, venerdì e sabato, dalle 15 alle 19. Oppure potete fissare un appuntamento telefonando ad Umberto Di Donato al seguente numero di telefonia mobile: 347.8845.560
Armando Bruzzesi
venerdì 20 settembre 2013
Le Margherite di Guy De Jong
In preparazione del mio ultimo progetto editoriale, ho contattato l'artista Guy De Jong per realizzare l'immagine de "Le Margherite" che utilizzeremo per illustrare la mia raccolta di liriche della quale vorrei ottenere una stampa di qualità, arricchendo i contenuti del libro con diverse fotografie ed illustrazioni. Guy è stato molto gentile, accogliendo con entusiasmo la mia richiesta e preparando in tempi record un piccolo quadro di prova che mi è piaciuto molto e dal quale penso di ricavare una riproduzione da inserire sulla copertina o nelle prime pagine, più in là vedremo come sarà la proposta grafica finale.
Guy De Jong a Gravedona (Co) con in mano il quadretto che ha studiato per il mio nuovo libro. WDM_photo 19.09.2013
Guy è un grande artista che ha vissuto immergendosi totalmente nel suo ruolo; ha studiato molto ed ha sempre affrontato ogni sfida incontrata nel corso della propria esistenza con grande serietà ed equilibrio, senza mai distogliere la propria attenzione dagli obiettivi che si era prefisso. Oggi, è un uomo soddisfatto delle proprie scelte e del proprio lavoro, prossimamente vorrei parlarvi un po' più ampiamente di lui e delle sue opere perché nella vita ho incontrato poche persone così capaci e determinate che possono essere un esempio da seguire per tanti giovani che non sanno come affrontare il loro futuro. Armando Bruzzesi
lunedì 16 settembre 2013
Atea è l'indifferenza
Percorrendo cammini nel tempo riconosci che
l'umanità oggi è ad un bivio: l'assurdo o il mistero?
L'assurdo porta alla disperazione, il mistero
come una scala invita a salire sul sublime
colle della speranza, ove la vita s'infiora, l'animo
tace, colto da improvviso stupore.
La scelta del mistero è la via che conduce alla
verità ed alla liberazione dai mille intrugli che
possono rendere dubbioso il cammino.
Duole, fa male, fa paura l'indifferenza.
E' la morte dell'anima, induce l'uomo a
chiudersi in se stesso, a guardare solo il suo
tornaconto senza cogliere la varietà della vita
e delle varie sofferenze, incapace com'è
d'altruistici slanci nel diario dei giorni a venire.
L'assurdo mistero
re dei barboni 16.09.2013
mercoledì 11 settembre 2013
Amatemi perché ho bisogno di vivere
Non mi lasciate solo.
Ho bisogno di vivere
mi è cara la vostra compagnia.
Nelle temperie dei giorni
sono ben più ricco
di una foglia che cade.
L'autunno
anche nella silente pioggia
ha qualcosa da dirmi
con i suoi colori variopinti
nei frugali mondi
dell'essere.
Posare gli occhi
su un verde olivo
è giovane respiro
nell'abitacolo dei sospiri.
Spiragli di novità
lungo il cammino dei giorni
alimentano il mio credo.
Diamoci la mano fratelli
possiamo sorvolare
sulle umane miserie
possiamo confermarci
nella bontà del vivere
che è poesia
sovrumano abbraccio
con gli esseri tutti.
Armando re dei barboni
lunedì 9 settembre 2013
Anima libera
Mi chiamo Mattia, conosco Armando da diversi anni e di recente, quando posso, lo assisto nelle piccole incombenze quotidiane, come accompagnarlo dal dottore, andare a fare la spesa, e cose del genere. Non che Armando non riesca a fare queste cose da solo, ma a volte le priorità di un artista possono essere diverse da quelle delle persone pratiche che tendono ad occuparsi prima delle cose urgenti e poi di quelle realmente importanti. Non sbrigo queste faccende per Armando per una sua richiesta, ma lo faccio di mia iniziativa, perché mi piace essere utile ed aiutare i miei simili, io ho la vocazione del missionario laico, tenermi occupato in questo modo mi dà grande soddisfazione e mi fa sentire più vicino ai miei simili ed all'infinito inconoscibile.
Oggi, sono io che scrivo sulle pagine del blog del re dei barboni perché dopo essere stato assente da Pavia per otto mesi, ho sentito delle voci in giro che mi hanno preoccupato per il futuro del mio amico. Non si sa molto, ma temiamo che forse qualcuno per offrire, a suo giudizio, una maggiore tutela ad un uomo anziano che vive da solo, sta forse cercando di proporre ad Armando soluzioni poco adatte alla sua effettiva condizione ed al suo temperamento. A mio giudizio e anche per opinione di altre persone vicino ad Armando, Armando non va rinchiuso in nessun tipo di struttura, né deve essergli tolta la tutela sulla sua persona. Armando è lucido di mente, abbastanza sano da poter essere autonomo ed indipendente in ogni cosa; certo stiamo parlando di una persona di 84 anni che fa le cose normali con i suoi ritmi e sente il peso del tempo trascorso, come mediamente lo sentono tutti coloro che hanno avuto la fortuna di raggiungere questa età, ma non bisogna considerarlo invalido od incapace quando questa non è la sua condizione.
Armando non ha molte necessità, per lui bastano poche cose semplici e, naturalmente, la libertà di potersi muovere a piacere e continuare a vivere come è abituato a fare, senza essere di peso per nessuno.
Quest'uomo nella sua vita ha fatto delle scelte difficili per seguire la sua anima indipendente, è una persona estremamente generosa e sensibile, probabilmente ha trascurato certi aspetti e persone importanti che avrebbe dovuto tenere in maggior considerazione, ma ormai ciò che è fatto è fatto ed è grande per lui il dolore di non avere la comprensione e l'affetto di un figlio che non ha più voluto vederlo dopo che Armando lo abbandonò tanti anni fa.
Mattia
Vi terrò aggiornati su quello che sta accadendo, se volete potete tenere d'occhio anche il canale di youtube dove troverete piccole clip che parlano del poeta e dell'uomo. Se avete ancora un minuto di tempo potete vedermi QUI mentre parlo di questo problema.
Per oggi ho concluso, grazie per la Vostra attenzione. Mattia G.
domenica 8 settembre 2013
Il giardino del re di Marco Mariani
Quasi una quindicina d'anni fa, avevo conosciuto un ragazzo simpatico e di belle speranze che aveva anche una bella voce ed il sogno di approdare a Sanremo con una sua canzone. La canzone si intitolava: "Il giardino del re" ed era dedicata ad un clochard poeta di strada di Pavia ed io ero quel re. Non ho più saputo nulla di Marco, l'ho perso di vista, ma ho ritrovato un ritaglio di giornale che mi ricorda di lui. Io sono un po' disordinato, ma spesso cose che sembravano andate perdute riaffiorano improvvisamente nel vortice dei ricordi dimenticati.
Caro Marco, ti ringrazio per aver pensato a me con la tua canzone che purtroppo non ho mai sentito, ma che certamente sarà stata molto bella. Spero di ritrovarti un giorno e di sapere che tu sei felice e che la vita ti ha riservato tante belle cose. Un caro saluto dal re dei barboni.
Sanremo 2000
Il Festival di Sanremo presentato da Fabio Fazio era quello della cinquantesima edizione, nel 2000. Marco Mariani aveva 24 anni, veniva da Albese con Cassano, una località tra Como e Erba, e svolgeva un'attività artigianale. Il giovane cantante all'epoca era accompagnato dalle chitarre di don Luigi Piscitelli e Paolo Noseda. Al basso c'era Roberto Vesnaver, al sax Igor Mariani ed alla batteria Simone Barbieri. Il manager era Edo Contatore per l'agenzia Arcadia di Francesco Andreoli.
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